Questa immagine metaforica è il simbolo della quotidiana lotta per la spesa.
Come tutti sappiamo il prezzo di un bene è funzione della materia prima necessaria a produrlo, del lavoro necessario alla sua produzione, e del gioco di domanda e offerta. L’ultimo fattore, quello speculativo, è funzione del mercato.
Ed in Italia il mercato è regolato da fenomeni poco limpidi.
Non si spiegherebbe altrimenti come i prezzi di beni di prima necessità, semplici, e prodotti in grande numero, sia così fluttuante e penda sui consumatori come una spada di Damocle.
I panificatori interpellati rispondono che gli aumenti sono dovuti al rincaro della materia prima (la farina?), e che non dipende dalla loro volontà. Ma non si capisce ad esempio come il prezzo di crackers, grissini e fette biscottate (beni più elaborati e prodotti con la stessa farina) non segua lo stesso trend. E’curioso anche notare come gli aumenti scattino in maniera così uniforme su tutto il territorio nazionale.
Ecco i dati dell’osservatorio del comune di Bologna, che evidenziano fra le altre cose la diminuzione del costo della farina.
Pubblicato da paole